È stata già archiviata l’ipotesi di impeachment a carico di Mattarella. Era stata lanciata in un primo momento da Giorgia Meloni e Luigi di Maio, il quale l’ha deprecata dopo che Matteo Salvini l’ha stroncata, così esce dal palco l’ipotesi di siluramento del capo dello stato Giorgio Mattarella.
Sarà però difficile andare a togliere le macerie che si sono andate ad accumulare in questi 3 mesi di politica altalenante. Che Mattarella abbia sbagliato la conduzione di questo blocco post voto oramai sono in tanti a ripeterlo, anche i suoi sostenitori non sanno più come difenderlo. Fouché direbbe che in politica «Peggio di un crimine, è un errore», fatto sia in buona fede o con dolo e in questi giorni Mattarella è riuscito a collezionarne molti.

Il primo errore è stato sicuramente quello di aver pensato di poter frenare il fronte populista con un semplice veto su Paolo Savona, invece è riuscito a far guadagnare importanti punti percentuali ai partiti che pensava di far fuori. Il secondo è stato quello di esporre alle scorribande degli speculatori finanziari i risparmi degli italiani che aveva tanto detto di voler difendere, almeno fino a quando non ha depennato dalla lista il nome del professor Paolo Savona.

Questo disastro, ormai compiuto, è difficile riuscire a non imputarlo al dilettantismo politico, anche se l’attuale inquilino del colle dovrebbe avere una lunga esperienza istituzionale. Una sua attenuante potrebbe essere questa fase epocale di cambiamento che ha investito come un uragano tutte le certezze che aveva del passato: classi dirigenti, partiti politici, comunicazioni, campagne elettorali… Davvero poco per responsabilità così palesi. Beffardo il fatto che questa crisi del nostro sistema politico sia proprio scoppiata a ridosso della festa della repubblica, uno scherzo del destino?
Non dimentichiamoci di quello che aveva detto alla vigilia del referendum del 1946 il socialista Pietro Nenni «O la repubblica o il caos».

Mattarella ha deciso di non farsi mancare nulla e li ha presi ambedue!