Le dichiarazioni del Dalai Lama

Sembra che anche il Dalai Lama condivida gli ideali di Salvini. In una conferenza tenutasi a Malmo, in Svezia, ha affermato che “L’Europa appartiene agli europei” e che i rifugiati che vengono accolti, aiutati ed educati, poi dovrebbero tornare nei propri paesi per contribuire al loro sviluppo. Il messaggio che io colgo da questa riflessione è che ogni cittadino deve avere a cuore le proprie origini e ogni popolo nel suo complesso deve contribuire al futuro del proprio paese. Il sistema dell’accoglienza in Italia deve essere maggiormente regolamentato, non possiamo essere il territorio di approdo per ogni sbandato. Bisogna accogliere solo coloro che davvero necessitano di aiuti perché in fuga dalla guerra o da situazioni che mettono davvero a repentaglio le loro vite. Negli altri casi non si parla di negare il sostegno ma di indirizzare gli aiuti entro i confini dei loro paesi. Non possiamo permetterci di accogliere chiunque perché anche noi, come ogni popolo, dobbiamo avere cura per il nostro Paese. Se non ce ne occupiamo noi nessuno lo farà al posto nostro e se non preserviamo le nostre tradizioni, in breve, rischieremo di perderle. Un paese trascurato dai propri cittadini perde la propria identità e ben presto andrà alla deriva. 

Dalla parte dell’Italia

L’integrazione sociale deve portare vantaggi e avere risvolti positivi. Per troppo tempo in Italia non c’è stata una regolamentazione degli sbarchi e vediamo bene a cosa ci ha portato. Oggi i cittadini italiani sono stufi delle situazioni di incontrollata violenza che si accendono tra gruppi di immigrati di nazionalità diversa. Coloro che arrivano in Italia devono essere educati e devono accettare di esserlo, se vengono nel nostro Paese devono acconsentire ad apprendere la nostra cultura e rispettare le nostre leggi. Basta con il dare ospitalità a coloro che hanno già dei precedenti penali e che, una volta giunti qui, si comportano incivilmente, non vogliono lavorare e pretendono di essere mantenuti. E poi c’è chi punta il dito e grida che siamo razzisti. Non si tratta di questo ma di un voler riprendere le redini della nostra nazione, per proteggerla e valorizzarla come merita.