L’emendamento “Salva Benetton”

Dobbiamo risalire al 2008, tra la fine del Governo Prodi e l’insediamento di Berlusconi, per cercare di spiegare i fatti del tragico crollo del Ponte di Genova. Anche se per tragedie di tale portata non bastano e non servono spiegazioni, ma sarebbero utili delle previsioni che garantiscano la nostra sicurezza.

In quella primavera del 2008, Prodi aveva allungato la concessione ad Autostrade per l’Italia di oltre 6.000 km di rete autostradale sul territorio nazionale. Ma come funziona il sistema delle concessioni? Le strade sono un bene pubblico ma vengono date in concessione ad alte società per periodi molto lunghi. Queste società dovrebbero prendersene carico e gestione, nel senso che dovrebbero esercitare su di esse una funzione di controllo e di cura. Infatti, il Governo chiede che ci sia coerenza tra i pedaggi autostradali e gli investimenti che vengono fatti per la manutenzione della rete stradale. Insomma, il denaro che viene chiesto ai cittadini al casello dovrebbe essere coerente e proporzionato con quanto viene speso in investimenti di mantenimento. Evidentemente non è ciò che è successo considerando il recente caso del Ponte di Genova.

Da dove nasce questa situazione

Bisognerebbe risalire agli anni ’90 del secolo scorso, precisamente al 1992, quando il Cartello finanziario internazionale prende di mira e riesce a mettere le mani sul nostro Paese. Questo accade con il complotto e la collaborazione della classe politica nazionale che cede banche e gioielli di stato italiani ai potenti finanzieri internazionali. Per fare alcuni nomi, tra coloro che erano coinvolti ci sono: Mario Draghi, Prodi, Andreatta, Ciampi, Amato, D’Alema e, poi, anche Mario Monti. Il Cartello finanziario, per riuscire a mantenere il proprio potere ovunque, fa in modo che si sia sempre un proprio esponente nei ruoli chiave, fino ad arrivare alla concessione dei servizi autostradali italiani alla famiglia Benetton. La vicenda è molto più complessa di così e la potete approfondire nel libro/inchiesta La Matrix Europea di Francesco Amodeo.

Come gestire il caso del Ponte di Genova

Anche Matteo Salvini è stato accusato per aver firmato, in quel 2008, il decreto diventato legge contenente l’emendamento conosciuto ora come “Salva Benetton”. Il vicepremier leghista effettivamente non nega, anzi afferma di aver votato il rinnovo delle concessioni di Autostrade. Ovviamente visto a posteriori fu un grave errore. Ma riflettiamo sul fatto che coloro che hanno governato in questi ultimi anni non sembra proprio che abbiano tenuto sotto controllo la situazione. Non sono state fatte delle verifiche? Non c’è stato un controllo di quella società che doveva “prendersi cura” delle nostre autostrade ma che, indubbiamente, non l’ha fatto. Anzi, si sono intascati i nostri soldi senza pensare al benestare dell’Italia e dei cittadini.

Adesso questa situazione è da gestire facendo prima di tutto dei controlli sulle infrastrutture autostradali, sulle centinaia di ponti presenti nel nostro Paese e percorse da migliaia di persone ogni giorno. Dobbiamo ripartire dalle basi, l’Italia è da difendere e da rendere un territorio sicuro per coloro che ci abitano e anche per i turisti che vogliono apprezzarne le bellezze. Le strutture fondamentali non vanno dimenticate ma custodite con cura. Inoltre, sono da snellire le procedure burocratiche e va rivisto il codice degli appalti, così da rendere più agili le realizzazioni degli interventi necessari. Non sono più da permettere delle decisioni prese superficialmente oggi che, come abbiamo visto, possono ripercuotersi duramente nel prossimo futuro.