Pd in piazza a Roma

Ieri è sceso il Pd in piazza a Roma perché sperava di riprendere quel contatto con il popolo che sta diventando – se non è già avvenuto – sempre più labile. Già nell’ottobre 2016 il rapporto tra i cittadini e il Partito Democratico sembrava essere arrivato quasi al termine. All’epoca, Renzi e i suoi compagni, erano riusciti a riempire solo metà della piazza. Dopo due anni, Maurizio Martina e gli altri dirigenti si sono riuniti in piazza del Popolo, ma quello che mancava era proprio il popolo. Insomma, l’occasione di rimettersi in gioco e trovare nuova comunicazione con gli italiani sembra essere sfumata nel nulla. Le migliori fiabe iniziano con il c’era una volta, questa non è una fiaba e se lo fosse non sarebbe di certo delle migliori, ma potremmo comunque intitolarla C’era una volta il Pd ma non finirà con il e vissero per sempre felici e contenti. Giornali e media hanno dato letteralmente i numeri, chi ha detto che con il Pd in piazza a Roma ci fossero 50 mila persone, chi ne ha contate 70 mila, i più positivi ne hanno visti almeno almeno 10 mila. In ogni caso la manifestazione di ieri del Pd è stata un flop, nonostante i treni e gli autobus di partito messi a disposizione per cercare di convincere più gente possibile a partecipare. In questo stato di abbattimento e desolazione un Pd disperato pensa di cambiare nome – e forse anche identità – al partito con la speranza che, camuffandosi sotto altre spoglie, gli italiani non si ricordino del passato.

Il Pd protesta ma senza argomentazioni

Un tempo la sinistra scendeva in piazza per invocare i diritti e proteggere i lavoratori italiani. Adesso protesta per tutte le manovre del Governo giallo-verde ma senza apportare proprie argomentazioni e senza proporre davvero modalità alternative. Anzi, tra i loro slogan e le parole proferite si insinua anche una buona dose di ipocrisia. Gridano contro i sussidi sociali a disoccupati e poveri italiani – dei pro e contro del reddito di cittadinanza ne parlerò altrove – ma hanno elargito per anni contributi volti al mantenimento di immigrati irregolari. Il Pd ha votato contro gli sgravi fiscali ai piccoli artigiani ma in passato ha promosso manovre economiche a dir poco punitive. Si è schierato contro la possibilità di difendersi nelle proprie abitazioni dopo aver tolto finanziamenti e fondi alle forze dell’ordine. Il Pd in piazza a Roma esalta i pochi – e nemmeno buoni – ascoltatori propinando le solite litanie contro la destra italiana: “allarme per la democrazia”, “ritorno al fascismo”, “pericolo di razzismo e intolleranza”.

Certo, intolleranza verso chi non sta dalla parte degli italiani ma spreca energie verso profughi che in realtà non lo sono, verso immigrati che hanno già dei reati alle spalle. Se il Governo non pensa in primis al bene e alla prosperità del proprio Paese, questo paese andrà via via dissolvendosi.