La situazione attuale dell’immigrazione in Italia

L’immigrazione in Italia continua ad essere un problema. Anche negli ultimi giorni ci sono stati nuovi casi di migranti partiti dalla Libia. È arrivato il momento di chiudere i porti italiani per non consentire l’approdo di navi come l’Acquarius. Questa la nave della Ong italo-franco-tedesca Sos Mediterranee che due giorni fa trasportava 629 migranti. Salvini ha voluto proteggere il Paese negando l’accesso ai porti italiani. È il momento di smetterla di essere la meta per qualsiasi tipo di clandestino. Solo pochi di loro sono effettivamente individui bisognosi di soccorso o rifugiati speciali. Per la maggior parte sono criminali che scappano dalla condanna e dalla detenzione nei loro paesi. Oltretutto, il fardello degli sbarchi non deve restare solo sulle spalle dell’Italia mentre altri se ne lavano le mani. Come è successo proprio con la nave Acquarius, che si trovava a poche miglia dalle coste di Malta. E proprio l’isola ha mostrato indifferenza. Non ha risposto e non ha condiviso la responsabilità della gestione del traffico dei migranti. Che l’Europa voglia far ricadere solo sull’Italia la garanzia del soccorso umanitario?

Malta non risponde all’sos

L’isola di Malta decide di non accogliere come suo il problema dell’immigrazione. L’Mrcc di Roma era in contatto con l’Acquarius e ha cercato di entrare in comunicazione con l’omologo di Malta. Il risultato è nessuna risposta. Poi il Premier maltese Joseph Muscat afferma che da parte loro non ci sarebbe stata da aspettarsi accoglienza. Comodo poter scegliere le situazioni più convenienti in cui mostrare disponibilità. Certo, Malta afferma che continuerà ad intervenire per emergenze sanitarie ed evacuazioni mediche. Intanto il peso della gestione dell’immigrazione ricade sulle spalle dell’Italia. Adesso è il momento di dire no al business dell’immigrazione clandestina e al traffico degli esseri umani. Oltretutto, con l’immigrazione si creano situazioni di pericolo per gli stessi migranti. Sono stati molti, anzi troppi, i naufragi e le morti che hanno coinvolto tanti innocenti. Il rischio è anche che coloro che necessitano davvero di soccorso abbiano la peggio. Mentre, tanti sono i delinquenti che arrivano nel nostro Paese e non vogliono sottostare alle leggi italiane. Come ha detto Salvini, l’obiettivo del Governo italiano è di garantire un futuro e una vita serena ai ragazzi in Africa, all’interno del loro territorio di appartenenza. In primo luogo dobbiamo proteggere i nostri figli in Italia assicurando loro una Nazione sicura e prospera.

Per l’immigrazione nuove regole in vista

Proprio il tema immigrazione spicca tra le discussioni ai tavoli europei. L’Italia si è vista fare carico della situazione immigrati degli ultimi anni. Perché ovviamente è uno dei primi luoghi in cui è possibile approdare. Perciò a noi arrivano la maggior parte delle domande di coloro che richiedono protezione e asilo. Ma le domande che giungono ogni anno sono troppe e solo una parte mostra di avere i giusti presupposti. Il sistema burocratico è molto lento e non funziona come dovrebbe. Questo favorisce fenomeni di clandestinità, di illegalità e di sfruttamento della manodopera. Se noi continuiamo a permetterlo la situazione dell’Italia non potrà che peggiorare. Se non pensiamo noi al nostro futuro, alla protezione del nostro lavoro e delle nostre leggi, chi lo farà? Come sostiene la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, la soluzione è il blocco navale al largo delle coste della Libia. Sulla questione dell’immigrazione ci deve essere solidarietà da parte dell’Europa nei confronti dell’Italia, e non il silenzio. La questione è rinviata per adesso a fine giugno, quando ci sarà il Consiglio Europeo. In quell’occasione l’Italia deve chiedere all’Europa di scendere in campo con una missione europea che preveda il blocco navale. Il progetto di integrazione deve diventare un’azione concreta da parte dell’UE. Questa deve mostrare solidarietà sulla gestione degli oneri di coloro che richiedono asilo. Il problema non deve neanche diventare dove fare sbarcare le persone che arrivano dalla Libia, ma quelle persone non devono proprio partire. Evitando di mettere in pericolo le loro vite e di rimanere in una situazione di stallo perché non possono essere accolti dagli altri paesi.