Le parole dei “buonisti” contro Salvini

La manifestazione di ieri a Milano contro il vertice tra Salvini e Orban ha mostrato la vera faccia di coloro che si definiscono buonisti. I militanti di sinistra sono scesi in piazza con la loro consueta calma ed eleganza inveendo contro il leader leghista. Salvini è stato chiamato con le definizioni ormai tradizionali di “fascista” e “razzista”, fino ad arrivare a nomignoli più fantasiosi come “ministro delle interiora”. I manifestanti non si sono ricomposti nemmeno di fronte alle telecamere e ai giornalisti, anzi i riflettori li facevano sentire ancora più giusti e fieri. Uno dei loro cartelli di odio era un chiaro invito per il Ministro di prolungare il viaggio in metropolitana fino a Piazzale Loreto, dove venne appeso Benito Mussolini. Insomma, una vera e proprio manifestazione contro l’odio! Ma non volevano dare una lezione di pace e di grande senso umanitario proprio nei confronti di quell’esponente della destra accusato di essere un assassino? A me sembra che il vecchio detto di “predicare bene ma razzolare male” sia stato rispettato in tutto e per tutto. Anche troppo, perché il bene qui non c’è nemmeno nelle prediche.

Inoltre, mi viene da chiedermi se l’odio contro Salvini e gli espliciti insulti siano indirizzati anche a tutti quegli italiani che l’hanno votato e che lo stanno sostenendo. Quella maggioranza di cittadini stufa dell’andazzo dei Governi precedenti che hanno contribuito – se non provocato – all’emergere della situazione attuale.

La linea di Salvini funziona

L’intransigenza di Matteo Salvini sta portando a dei risultati, contro quelli che sostengono che il vicepremier parla parla ma senza risolvere alcun problema. I numeri ufficiali dell’Unhcr presentano un indubbio calo degli sbarchi dei migranti sulle coste del Mediterraneo, da giugno del 2018, rispetto all’anno scorso. Ma non è tutto. Per coloro che sono contro Salvini e lo accusano di essere un assassino e di lasciare morire la gente in mare, sappiate che è nettamente sceso anche il numero di morti.

I trafficanti di uomini non stanno puntando più alle coste italiane ma hanno eseguito un cambio di rotta verso la penisola iberica. Voglio vedere adesso come saranno aperti all’accoglienza gli altri paesi. Certo, molto più facile puntare il dito e giudicare l’Italia quando il problema di cui si parla non è condiviso. Ma le risposte a queste domande sono certo che non tarderanno ad arrivare. Si è già potuto vedere in questi mesi l’impegno dell’Unione Europea alla suddivisione equa dei migranti. Basti ricordare i casi di Acquarius e quello recentissimo della Diciotti. L’UE sì che ha predicato bene e razzolato male, malissimo direi. Dove è andato a finire il senso umanitario e di civiltà dei capi di Stato europei? Salvini è molto lontano dall’essere un dio sceso in terra, ma mi pare che si stia dimostrando meno ipocrita e un po’ più efficace rispetto agli altri.