Il governo riparte dai temi caldi

Dopo la pausa estiva facciamo il punto sulle manovre di Governo previste per i prossimi mesi. Lega e Movimento 5 Stelle si troveranno a risolvere un po’ di situazioni impegnative, quindi per il Governo del cambiamento sarà la prima vera prova per dimostrare di riuscire a mantenere le promesse fatte.

Per adesso la credibilità di Salvini è cresciuta per merito della sua posizione forte e inamovibile rispetto al tema dell’immigrazione in Italia. Effettivamente ad oggi sembrano esserci stati anche dei risultati, come si è visto anche da alcune statistiche che hanno messo a paragone gli sbarchi attuali con quelli nello stesso periodo ma l’anno passato. Ad oggi, però, gli eventi in Libia sono precipitati e gli scontri tra le fazioni libiche rivali potrebbero portare a dei risvolti negati anche l’Italia. Perché il violento riaccendersi della guerra potrebbe far venire meno gli accordi sui flussi migratori, di conseguenza gli sbarchi potrebbero aumentare nuovamente e con percentuali ancora maggiori.

Altre manovre di Governo

Non dimentichiamoci del Movimento 5 Stelle e delle sfide che sta portando avanti Di Maio, come il reddito di cittadinanza. Se questo prima doveva essere per tutti, adesso non ne sono più molto sicuri; potrebbe essere limitato ad un numero inferiore di persone oltre che ad essere più basso di quanto annunciato. Anche perché insieme ci si mettono anche la riforma delle pensioni e la flat tax, e anche qui stanno discutendo per una soluzione con due aliquote. Spero che tengano presente che la riduzione delle tasse e le agevolazioni fiscali devono essere volte a favore di coloro che danno lavoro, così da aiutare le imprese a continuare ad assumere e a produrre per il bene della crescita del Paese. Inoltre, bisogna dare l’opportunità agli italiani che si trovano in difficoltà di rimettersi in piedi e di poter sostenere le proprie famiglie.

Questione urgente è quella relativa all’Ilva che finirà nelle mani di un acquirente indiano, entro la metà di settembre Di Maio vuole riuscire ad obbligare l’acquirente ad offrire condizioni di acquisto più vantaggiose e tutele per i lavoratori.

Il Ponte Morandi a Genova

Il momento di stallo è arrivato anche sul caso del Ponte di Genova. L’urgenza è di ricostruire il ponte, rimettere in sicurezza la città e cercare di far tornare alla normalità i genovesi distrutti da questa tragedia. Il problema che ora si pone è la revisione dei criteri di gestione: se si vuole togliere la concessione ad Autostrade la responsabilità ricade nuovamente nelle mani dello Stato. Non c’è un altro privato che potrebbe vincere la gara di appalto. A proposito di questo emergono delle divergenze tra gli esponenti della Lega e quelli del Movimento 5 Stelle, si vedrà nelle prossime settimane quali saranno le manovre di Governo scelte per non trascinare per anni le macerie di questa tragedia. Come è successo per le zone terremotate nel recente passato e con i vecchi governi.