La formazione del nuovo governo

Sono stati molti i giorni che hanno separato le elezioni del 4 marzo dalla formazione del nuovo governo. Ma oggi l’Italia si è svegliata a decisioni prese: è stato confermato il contratto tra Lega e Movimento 5 Stelle. Il nuovo Presidente del Consiglio è Giuseppe Conte, il giurista che abbiamo imparato a conoscere soprattutto in questi ultimi giorni di totale caos istituzionale. Durante questa settimana ci sono stati parecchi cambi di rotta e di idee, è stata scongiurata la messa in stato di accusa per Mattarella ed evitato all’ultimo minuto l’ennesimo governo tecnico per l’Italia. Oggi alle ore 16 al Quirinale avverrà l’atteso giuramento.

Savona tra i ministri

Anche la scomoda questione del professor Paolo Savona come incaricato del ministero dell’Economia è stata risolta con la sua designazione come ministro per gli Affari Europei, ma senza Portafoglio. Questo vuol dire che non è titolare di alcun ministero e non ha responsabilità amministrative ma svolge le funzioni politiche che gli vengono delegate dal presidente del Consiglio. Io mi chiedo: ma dopo tutte le prese di posizione degli ultimi giorni, dal rifiuto di Mattarella alla rinuncia dell’incarico da parte di Conte, dall’impeachment al governo tecnico. Da quando Di Maio era convinto a fronteggiare Mattarella e Salvini di andare il più presto possibile a nuove elezioni. Di che cosa avranno parlato i vertici politici e il Capo dello Stato per riuscire ad arrivare all’attuale condizione? Che poi, si è fatto il giro di tutti i cantoni ma sembra essere ritornati al punto di partenza. La differenza l’ha fatta solo il cambio di incarico per Savona? Mattarella ha avuto il suo “contentino” e ora il governo politico può partire?

Il via al governo politico

Le domande che mi sorgono sono tante. Ma ciò che mi solleva è che alla fine siamo riusciti ad evitare il governo tecnico e la probabile sfiducia che avrebbe ottenuto Cottarelli se si fosse presentato in aula come Premier. La riapertura delle trattative con Mattarella sembra essere avvenuta grazie al supporto di Fratelli d’Italia. Infatti, prima la Meloni sosteneva di non voler appoggiare il governo giallo-verde. Poi, visti gli scenari che si stavano aprendo, lo spread e la speculazione finanziaria, i veri patrioti sono emersi. Se arriva una minaccia dall’esterno o che va contro quello che è il meglio per gli italiani, c’è da scendere in campo uniti per essere forti e vincere. E questa è stata una vittoria per l’Italia. Il voto dei cittadini è stato rispettato e il governo politico è iniziato. Dubbi mi rimangono ancora sulla figura di Mattarella. Che cosa voleva dimostrare? Ha destabilizzato la situazione, ha reso le cose difficili e ha esposto i risparmi degli italiani agli speculatori finanziari. L’UE ci tiene in pugno a causa dell’enorme debito, difficile da abbattere. Dobbiamo avere un governo forte la cui priorità sia sempre il rispetto della vita del popolo italiano.

Le offese da Juncker

Dobbiamo difenderci anche dalle spiacevoli offese che arrivano dall’esterno. Come non fare menzione delle offese che sono arrivate dal presidente della Commissione UE, Jean-Claude Juncker. Proprio nel giorno della formazione del nuovo governo ha esordito dicendo che gli italiani dovrebbero essere meno corrotti e lavorare di più. Ma non aveva proprio di meglio da fare – o di più importante – che stare ad insultare l’Italia? Il governo dovrà impegnarsi per far rispettare gli italiani anche agli occhi dell’Europa da cui ci si aspetta più collaborazione e meno insulti. E se era stata chiesta la cancellazione del debito per i paesi del terzo mondo, perché non anche per i paesi europei? In primis amore per la patria e per i suoi cittadini e patrioti. Dobbiamo lavorare – e mi auguro che questo governo lo faccia – per liberarci dai ricatti dei mercati e degli usurai. Se l’Italia viene aggredita, chi la ama, la deve difendere.