Ong spagnola Open Arms

In questi giorni si parla della nave della Ong spagnola Open Arms e dell’ennesima tragedia avvenuta in mare. L’Ong spagnola accusa i libici e l’Italia di essere stati la causa della morte di una donna e del suo bambino, mentre un’altra donna è rimasta 48 ore in acqua attaccata ai relitti. L’immagine che si crea davanti ai nostri occhi è sicuramente terribile e porta con sé un senso di amara tristezza. Le accuse sono taglienti e arrivano da tutte le parti, verso l’Italia, gli italiani e, soprattutto, verso Matteo Salvini. Il Ministro dell’Interno viene preso di mira per qualsiasi tragedia accade da quando ha affermato di voler chiudere i porti del nostro Paese. Il suo obiettivo non è quello di non prestare soccorso alle persone in difficoltà, ma vuole fermare l’immigrazione clandestina per proteggere i cittadini italiani e per restituire maggiore dignità all’Italia.

Il porto di Catania era aperto

Open Arms ha detto che i libici non hanno provveduto al salvataggio dei migranti in difficoltà, lasciando così in mare aperto le due donne e il bambino. Non si sa bene in realtà che cosa sia accaduto perché le voci e le versioni sono tante. Intanto dall’Italia la possibilità di accoglienza era stata resa possibile nei porti di Messina o Catania ma è stata la stessa Open Arms a rifiutare l’offerta. La nave si è diretta verso la Spagna e ha affermato di voler scappare da Salvini e da un Governo con “atteggiamenti e toni che non danno sicurezza”. La domanda sorge spontanea, la Open Arms aveva qualcosa da nascondere?

Non si è mai parlato di negare i soccorsi

Salvini sta portando avanti una battaglia sul traffico dei profughi e sulle immigrazioni clandestine che hanno visto per molti anni protagonista l’Italia. Non si è parlato di negare gli aiuti o di far volontariamente morire in mare le persone. Il punto è di fermare coloro che incoraggio le partenze per speculare sull’accoglienza e di dire basta al traffico di esseri umani. Nessuno gioisce per la sofferenza e la morte di uomini, donne e bambini. Si chiedono interventi definitivi per non mettere in pericolo persone innocenti e per salvaguardare le coste italiane da coloro che ne approfittano. Aiutiamo questi bisognosi a casa loro perché adesso l’Italia deve rimettersi in piedi e deve pensare alla salvaguardia di se stessa. Non siamo nelle condizioni di continuare ad ospitare perché non possiamo assicurare un futuro a tutte queste persone. Il pensiero va agli italiani che vertono in condizioni di povertà o di difficoltà perché vittime dei terremoti o perché hanno perso il lavoro. Ricominciamo da noi.