Una storia lunghissima quella del Partito Democratico che, da dieci anni, è inserito all’interno del contesto politico italiano. Nel corso del tempo si è rinnovato ed ha perfezionato il programma ed inserito membri che hanno segnato tappe importanti della sua evoluzione all’interno di un discorso governativo nazionale. 

Partito Democratico: una breve storia?

Il Pd è stato fondato nell’ottobre 2007. Appartenente ad una corrente di centrosinistra, è stato il frutto di una fusione tra la vecchia DS, ovvero i democratici di sinistra, la Margherita e formazioni minori sempre d’ispirazione di sinistra.

Il primo segretario alla guida del partito fu Walter Veltroni, arrivato direttamente dal gruppo dei Democratici di sinistra, insieme al vice Franceschini, esponente della Margherita. 

Quando nel 2008 è caduto il governo Prodi, il partito decise di far sostituire Veltroni con il suo vice nella segreteria del partito e nelle elezioni successive di aprile, il partito ottenne il 33,1% dei consensi.

Dopo le primarie del 2009 lo stesso Franceschini venne sostituito da Pierluigi Bersani, affiancato dal presidente Rosi Bindi.

Con la loro ascesa al potere l’ala guidata da Francesco Rutelli uscì dal partito. Rosi Bindi andò ad occupare il posto di Romano Prodi. Nello stessa elezione vennero eletti vicepresidenti dell’Assemblea di Partito Marina Sereni, Ivan Scalfarotto e come vicesegretario Enrico Letta.

Nel novembre 2011 il presidente Silvio Berlusconi presenta le sue dimissioni al Capo dello Stato ed il segretario del partito esprime il suo appoggio a quello che sarebbe diventato di lì a poco nuovo premier: Mario Monti. 

Nel corso degli anni il consenso verso il partito è stato altalenate, anche a causa delle nuove forze nascenti, passando dal 40% nelle elezioni europee del 2014 al 14% nel 2018, con la sua più grande crisi storica. 

Chi ha fondato il partito democratico?

Il Pd è stato fondato da Michele Salvati, proveniente dalle liste dei Democratici di Sinistra, che per la prima volta nel 2003 parla di un nuovo partito.

L’idea prende piede solo tre mesi dopo con l’ausilio del Presidente della Commissione Europea Romano Prodi. Solo nel 2004 si presenta una lista di coalizione di centrosinistra con tutte le forze provenienti da quell’ala.

Un vero e proprio successo per il Pd che solo il 23 maggio 2007 firma il primo atto formale. Quest’ultimo, insieme alla creazione del comitato promotore 14 ottobre, composto dai 45 membri fondatori, andarono a rappresentare i primi passi verso la realizzazione del partito.

Nell’ottobre 2007 ci fu la prima riunione dell’assemblea costituente del PD nazionale, il 9 novembre l’inaugurazione della sede e il 21 dello stesso mese la presentazione del simbolo tricolore. 

Com’è organizzato ora il partito democratico?

Il Pd è caratterizzato da 3 livelli amministrativi: nazionale, regionale e comunale. Il massimo organismo, ovvero quello che dirige il partito, è quello Nazionale. 

A livello nazionale vengono eletti organi che restano in carica 4 anni.

Essi sono: segretario, il quale esprime l’indirizzo politico del partito ed è candidato alla Presidenza del Consiglio, assemblea, che discute l’orientamento politico, l’organizzazione e la potenziale sfiducia del segretario, la direzione, che approva l’indirizzo politico, e segreteria che ha un ruolo esecutivo.

A livello regionale ci sono: segretario, assemblea e segreteria. A livello comunale esiste sempre un segretario, un’assemblea ed una segreteria. 

All’interno del Pd, da un punto di vista ideologico, ci sono ancora svariate personalità appartenenti ad aree di sinistra differenti: Area Dem, Popolari, Ecologisti, SinistraDem, FutureDem, Rottamatori ecc.

Nonostante le differenti posizioni, il partito ha la funzione di accorpare tutte le forze politiche affini con lo scopo di costituire e consolidare un ampio campo riformista europeista di centro-sinistra.