Macron ha accusato l’Italia

Continuano le tensioni tra Italia e Francia da quando il presidente francese Macron ha accusato l’Italia definendola “cinica, irresponsabile e vomitevole” per quanto riguarda la politica sui migranti. Ma vorrei ricordare che la Francia è stata quella che nel 2011 ha bombardato la Libia per interessi economici. Quindi una Francia che è stata causa anche degli odierni problemi di immigrazione. Una Francia che ancora oggi controlla il debito di alcune nazioni africane. Per non dimenticare che, sempre la Francia, controlla militarmente i suoi confini con l’Italia. Affinché i migranti non li attraversino o per rimandarli indietro prontamente e con metodi davvero poco gentili. Quindi, non è opportuno che le accuse che descrivono l’Italia come un Paese non abbastanza “umano” arrivino proprio da Macron. Il presidente francese, in tema di accoglienza, credo che sia l’ultimo che possa esprimere una critica, siccome lui stesso ha chiuso i porti e controlla le frontiere. Il tema dell’immigrazione è molto più complesso e presenta ulteriori risvolti che non permettono il giudizio per una sola presa di posizione. L’Italia viene anche accusata di essere il paese con il minor numero di profughi. Si certo, è vero se si parla di veri rifugiati, che sono solo l’8%. Questa è solo una piccola percentuale delle centinaia di migranti che continuano a sbarcare sulle nostre coste.

Le conseguenze delle tensioni tra Italia e Francia

La tensione che si è scatenata in seguito alla vicenda dell’Aquarius, ha coinvolto anche altri paesi dell’Unione Europea. La Spagna ha addirittura messo un focus su delle possibili responsabilità penali internazionali che potrebbero ricadere sull’Italia. Le parole durissime e senza sconti che hanno colpito il paese italiano hanno aperto una crisi che coinvolge tutta l’Europa. Quest’ultima è da tempo che passa sopra ai problemi degli immigrati in Italia che non riceve dall’UE abbastanza aiuti. Adesso tutto si rimette in gioco. Forse il pugno duro di Salvini è servito per tornare a discutere sul serio sui doveri dell’Europa nei confronti del nostro Paese. L’ira si è scatenata anche a Palazzo Chigi dove Giuseppe Conte ha fatto emergere l’ipotesi di far saltare il vertice tra Italia e Francia previsto per il 15 giugno. Questa presa di posizione segnerebbe l’inizio di difficoltosi rapporti tra le nazioni e potrebbe portare il governo italiano a volersi estraniare del tutto dalla questione dell’immigrazione, lasciando la patata bollente al resto dell’Europa. Sarà per mantenere un po’ di stabilità che Dimitris Avramopoulos, commissario europeo, ha affermato che l’Italia deve essere ringraziata. Negli ultimi anni tanti sono stati gli sforzi e l’impegno per cercare di salvare molte vite umane. È arrivata anche la proposta di un aumento del budget destinato all’immigrazione per riuscire a controllare e gestire meglio i flussi migratori. Da una parte la richiesta dell’Italia è che il problema dei migranti non sia più solo a nostro carico. Dall’altra parte è interesse dell’Europa trovare una soluzione che “metta d’accordo le parti”. Così che gli altri paesi non rischino di trovarsi con le coste italiane off limits e migliaia di profughi da ricollocare.

Solidarietà contro l’attacco esterno

L’Italia ha trovato solidarietà da parte della Germania, che si trova in sintonia con le politiche di sicurezza e immigrazione proposte da Salvini. Soprattutto per quanto riguarda la volontà di trovare una soluzione comune sulla protezione delle frontiere. Inoltre, le ingiuste accuse sono arrivate da parte di coloro che non sono nella posizione di scagliare la prima pietra. Ma questa crisi diplomatica ha fornito un ulteriore spunto per rafforzare l’intesa tra le due anime del Governo. Anche Di Maio sostiene che l’Italia ha voluto lanciare un messaggio. Ora che c’è il nuovo governo, il governo del cambiamento, nulla sarà come prima. Noi non vogliamo essere un Paese le cui problematiche non vengono prese sul serio. L’Europa deve condividere diritti e doveri. L’obiettivo adesso è di modificare il Regolamento di Dublino e impegnarsi a distribuire i migranti che arriveranno. Possiamo trattare, discutere e metterci d’accordo con tutti coloro che sono disposti a trovare delle soluzioni. Ma su una cosa siamo intransigenti, ovvero che per primi vengono gli interessi degli italiani.